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LA ROCCA VISCONTEO VENETA DI LONATO DEL GARDA E IL CASTELLO BONORIS DI MONTICHIARI

Cultura e Turismo

 

LA ROCCA VISCONTEO VENETA DI LONATO DEL GARDA E IL CASTELLO BONORIS DI MONTICHIARI

Sabato, 21 marzo 2026

 

Quanti piccoli tesori artistici sono vicinissimi a noi e dei quali non conosciamo nemmeno l’esistenza? Abbiamo il piacere di proporvi, ad una manciata di chilometri da Mantova, un itinerario inusuale e poco conosciuto che ci porterà a scoprire due interessanti castelli in provincia di Brescia: quello di Lonato del Garda e quello di Montichiari. Il Castello di Lonato, comunemente denominato Rocca, si erge sulla sommità di uno dei rilievi dell’anfiteatro morenico che domina, da un lato, la parte meridionale del lago di Garda e, dall’altro, il centro storico del paese che si estende fino a lambire le prime terre della Pianura Padana. La fortificazione, destinata prettamente ad esigenze di ordine militare e difensivo, si presenta come una delle più imponenti di tutta la Lombardia; la sua pianta irregolare rivela infatti una struttura lunga quasi 180 metri e larga mediamente 45 metri. Due sono i corpi che, a livelli differenti, la compongono: la Rocchetta nella parte più alta e, più in basso, quello che è denominato il Quartiere Principale. Nonostante la dominazione dei Visconti e degli Scaligeri, l’intero complesso, composto da grossi ciottoli morenici, presenta una merlatura di tipologia guelfa, frutto sicuramente di restauri eseguiti nel corso del tempo. Tra gli edifici all’interno della Rocca, visiteremo la Casa del Podestà sorta verso la metà del Quattrocento quale sede del rappresentante di Venezia, cui era demandato il controllo del territorio. Nel 1906 venne acquistata ad un’asta pubblica dall’allora avvocato e deputato liberale Ugo Da Como. Questi, consapevole dell’importanza storica del luogo, la fece completamente "restaurare" dal maggiore architetto bresciano: Antonio Tagliaferri (1835-1909).
L’intento del committente era quello di restituire l’antica dignità all’edificio veneto corredandolo di una serie di arredi adeguati che ne facessero una Casa-museo da abitare, secondo una moda molto diffusa tra ’800 e ’900. La Casa del Podestà è una vera e propria “casa Biblioteca” che conserva una raccolta di circa 50.000 volumi che può essere annoverata tra le collezioni private più importanti in Italia settentrionale. La Biblioteca e l’Archivio della Fondazione Ugo Da Como sono costituiti dalle raccolte librarie e documentarie appartenute al Senatore Ugo Da Como e dalle donazioni e depositi giunti in tempi successivi.
Il progetto di Ugo Da Como di costituzione di una Biblioteca di riferimento per gli studi, in particolare di storia bresciana, mirava non solo alla costruzione di un luogo di conservazione per i suoi amati volumi, ma alla nascita di un’istituzione che avesse lo scopo di stimolare nei giovani l’interesse per gli studi locali e giovare all’immagine di Lonato per attrarre sempre più turisti nel paese che tanto amava. Le raccolte trattano dei più svariati argomenti. I volumi sono collocati all’interno di tutti gli ambienti della Casa del Podestà e nella Biblioteca, completamente arredate e conservate secondo la disposizione del proprietario. Il Senatore Da Como ebbe rapporti con le più importanti librerie antiquarie del suo tempo: Olschki, Rappaport, Samonatti, Puccinelli, Daniele, Loescher Seeber, Hoepli, Vinciana, Zanichelli. Ma anche molti amici, conoscenti e bibliofili gli presentavano edizioni rare e preziose di cui entravano in possesso. Del fondo librario del Senatore fanno parte anche 400 incunaboli e 500 codici manoscritti databili dal XII al XIX secolo, alcuni dei quali impreziositi da miniature e decorazioni dorate e colorate.
Il 21 marzo coglieremo l’occasione di visitare, all’interno della Sala del Capitano situato nella Rocchetta, la mostra fotografica (che chiuderà i battenti il 22 marzo) curata da Andrea Lippi, fotografo professionista e Luigi Gatti, studioso autore e divulgatore della cultura giapponese (amico del Cad Bam) dal titolo: “La via del Sabi – Sabi No Michi”, un viaggio poetico tra parole ed immagini del Giappone.
Abbiamo pensato di organizzare un light lunch rilassante, nel nuovissimo e moderno ristorante “Tavola Mos” dello chef Stefano Zanini, recentemente aperto all’interno della “Casa del Bibliotecario”, nel cuore della Cittadella della Cultura della Rocca. Molto bella la posizione e la vista sui tetti di Lonato dalla grande vetrata del ristorante.
Il Castello Bonoris di Montichiari. Nel 1890 il giovane banchiere Gaetano Bonoris (1861-1923), ricevuto il titolo nobiliare da Re Umberto I di Savoia, acquista i resti dell’antica Rocca di Montichiari, che domina il paese dalla collina di San Pancrazio. L’intento è quello di ricostruirla per farne la propria dimora e ricreare una personale idea di Medioevo tradotta in un’architettura fiabesca e imponente, capace di rendere evidente a tutti il sogno romantico e neo-feudale del nuovo “Conte di Montichiari”.
La ricostruzione del Castello in stile neogotico viene inizialmente affidata all’architetto bresciano Antonio Tagliaferri, ma a seguito di alcuni dissapori è condotta a termine dallo stesso Bonoris con l’aiuto di un nuovo progettista, Carlo Melchiotti. Solo in questa seconda fase, forse per velocizzare i tempi, viene adottato come prototipo ideale il Borgo e la Rocca Medievali di Torino, costruiti nel 1884 in occasione dell’Esposizione Universale, e riproducenti nel loro insieme i più famosi esempi dell’architettura tre-quattrocentesca piemontese e valdostana, come i castelli di Fenis o Issogne. L’interesse per questi modelli artistici coinvolge anche gli interni del Castello. Gaetano Bonoris procede dunque all’ingaggio degli stessi artigiani, mobilieri e pittori che pochi anni prima avevano preso parte alla costruzione del Borgo medievale di Torino. A Giuseppe Rollini spettano dunque le ricche decorazioni dipinte, realizzate tra 1897 e 1901, tra cui spicca in qualità la cappella al piano terreno e la sala del consiglio al primo piano, ripresa quest’ultima da quella quattrocentesca del Castello della Manta presso Saluzzo. Mentre per i mobili, intagliati come pezzi unici, i fratelli Arboletti di Torino si ispirano a modelli cinquecenteschi conservati nei musei del capoluogo piemontese. L’area della collina che circonda il castello è infine ripensata nel 1901 dal progetto di Giuseppe Roda, paesaggista torinese legato alla corte sabauda, che realizza un parco all’inglese di tre ettari sul versante sud del Castello e un giardino “segreto” panoramico sul lato nord.
Vi aspettiamo per scoprire assieme queste due “perle architettoniche” a due passi dal Lago di Garda.

 

PROGRAMMA DELLA GIORNATA:

Ritrovo dei signori partecipanti a Mantova in luogo ed orario che verranno comunicati in seguito. Sistemazione sul pullman riservato e partenza per Lonato del Garda. All’arrivo visita guidata della Rocca con particolare riferimento alla Casa del Podestà, la Biblioteca, al museo civico, alla Casa del Capitano dove avremo la possibilità di visitare la mostra fotografica “La via del Sabi”, dell’amico Luigi Gatti e del fotografo professionista Andrea Lippi, dedicata al Giappone. Dopo le visite guidate, ci sposteremo, sempre nel perimetro della Rocca, nel delizioso ristorante “Tavola Mos” nella “Casa del Bibliotecario”. Lo chef Stefano Zanini vanta di esperienze rilevanti nel suo curriculum: il St. Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina con Norbert Niederkofler, il Signum di Salina con Martina Caruso, la Parigi di Alain Ducasse, e poi ancora Copenaghen, fino alla scelta di ritornare a pochi km dal suo paese d’origine.
Dopo il light lunch, sistemazione sul pullman e partenza per la vicina Montichiari: incontro con la guida e visita del Castello Bonoris. Tempo permettendo, sarà possibile visitare indipendentemente, il Museo Lechi, situato a pochi metri dal Castello (costo del biglietto incluso in quello del Castello Bonoris). Il museo espone la prestigiosa quadreria dei conti Luigi e Piero Lechi, discendenti da una famiglia di generali napoleonici e collezionisti illuminati, che nel maggio 2005 decidevano di legare il proprio nome a un’istituzione museale in grado di valorizzare le circa 350 opere d’arte tra dipinti, disegni, stampe e porcellane di provenienza famigliare o acquisite in anni di ricerche antiquarie. Le 14 sale del percorso espositivo, ricche di testi descrittivi, si concentrano su opere pittoriche dal Quattro al Settecento con importanti esempi di scuola lombarda da Alessandro Bonvicino detto Moretto a Giacomo Ceruti detto Pitocchetto, e notevoli episodi di pittura seicentesca romana, napoletana e genovese o di pittura di genere (ritratti, battaglie, pitocchi). Terminate le visite, inizio del viaggio di rientro a Mantova.

 

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE:

COSTO DELLA GIORNATA (minimo 25 persone)
82,00 €

 

LA QUOTA COMPRENDE:
  • Viaggio in pullman riservato a/r, pedaggi e parcheggi inclusi;
  • Biglietto d’ingresso e visita guidata alla Rocca di Lonato;
  • Biglietto d’ingresso e visita guidata al Castello Bonoris di Montichiari;
  • Light lunch (comprende un antipasto, primo o secondo piatto e acqua);
  • Assicurazione sanitaria;
  • Referente Cad Bam.
LA QUOTA NON COMPRENDE:
  • Tutto quanto non espressamente riportato alla voce “la quota comprende”.

 

TERMINE ISCRIZIONI:
24 febbraio 2026

 

REFERENTE CAD BAM:
Chiara Steccanella

 

 

NOTA BENE: ricordiamo che per poter partecipare alle manifestazioni del Cad Bam è necessario essere iscritti alla nostra associazione come Soci ordinari e/o Soci aggregati e/o Soci annuali. I Soci “Annuali” dovranno versare la quota di partecipazione tramite bonifico bancario sul conto corrente del “Circolo Aziendale Dipendenti Banca Agricola Mantovana” IBAN IT18I0103011503000010000226, causale “Rocca di Lonato e Castello Bonoris a Montichiari” solo nel caso non fossero correntisti di Banca Monte Paschi Siena.

INOLTRE: il Cad Bam non accetta prenotazioni telefoniche. È necessario iscriversi alla manifestazione esclusivamente tramite il modulo in calce alla circolare oppure tramite il nostro sito internet www.cadbam.it dove, dopo aver aperto la pagina della circolare interessata, troverete il modulo di iscrizione online. Per coloro che si recheranno direttamente alla sede del Circolo per il pagamento brevi manu, sarà necessario compilare in loco il modulo di iscrizione e lasciarlo alla nostra Segreteria (aperta dalle ore 9:30 alle ore 13:30 sabato e domenica esclusi). Qualora le richieste di partecipazione eccedano il numero di posti disponibili, come di consueto, i partecipanti verranno ammessi seguendo tassativamente l’ordine di iscrizione.

 

Per maggiori informazioni: